La mia sui libri di testo in ibooks

Non mi interesso dei prodotti Apple, ma devo dire la mia su ibooks e della possibilità di comprare anche libri di testo al prezzo massimo di 15$. A quella cifra non ti danno solo qualche versione del PDF del testo, l’idea è quello di arricchire il libro con animazioni, video e quiz interattivi. Questo unito al prezzo molto basso per un libro della categoria rende tutto molto appetibile in apparenza, ma vediamo i pro e i contro per uno studente medio.

Prima barriera: devi avere un ipad. Un ipad costa soldi, tanti soldi anche se di seconda mano. Solitamente per quella cifra uno studente prende un computer portatile più che decente, e non stiamo ad elencarne i vantaggi sopra un tablet.

Altre motivazioni che sembrano retorica di un articolo ebook vs pbook sono di carattere pratico; quando superi il corso oppure finisce il semestre (a seconda di cosa frequenti) del libro te ne fai poco. Puoi tenertelo in rari casi ma spesso cerchi di fare una cosa: rivenderlo per comprare altri libri.

Se il libro costa davvero tanto prendi la versione fotocopiata, riuscirai a cavartela con 15-20 euro. Non è raro piratare i libri nelle università; vai in copisteria ed effettui la tua ordinazione, è il segreto di pulcinella quindi non scandalizziamoci. Certi libri davvero costano uno sproposito, e dipende le tue finanze (o quelle dei tuoi genitori) è una spesa non indifferente.

Spesso non c’è un solo libro per materia, c’è bisogno di più testi da cui attingere: c’è l’eserciziario, quello dove studiare i teoremi e quel testo stronzo che non si trova mai in biblioteca. Non vuoi comprarlo perché c’è poco materiale che ti interessa e non vale la pena, vuoi solo averlo per fotocopiarti quei 2 capitoletti che sicuramente saranno sopra la soglia del 15% di tutto il testo.

In alternativa puoi studiare dagli appunti presi a lezione, non saranno eccezionali ma presto ti rendi conto che devi integrare con il libro. A volte è meglio evitare di prendere appunti, certi professori non sanno spiegare, si perdono nei loro discorsi oppure propinano test di esami che rendono le lezioni fine a se stessi. Potresti anche lavorare e non frequentare le lezioni, in questi casi i testi diventano fondamentali.

Sopra i libri ci passi molto tempo, i tuoi occhi sono sempre su quel teorema o su quella formula che non sai proprio da dove viene tirata fuori. Il display dell’ipad non mi sembra fatto per reggere lunghe sessioni di lettura, ti porta ad affaticarti gli occhi come qualsiasi altri schermo LCD/LED.

In oltre posso disporre della biblioteca, le dispense e tanto materiale che posso trovare su internet accedendo col portatile. Quindi che vantaggi mi porta studiare con l’ipad? Che valore aggiunto posso avere dalla piattaforma?

La mia risposta è nessuno. Non mi troverò bene a leggere per lunghe ore su quello schermo, non potrò inserire tra le pagine del libro i miei appunti. Forse i miei post-it e qualche altra cosa, ma non ha l’immediatezza di prendere un pezzo di carta e buttarlo dentro le pagine.

Sei vincolato con i dispositivi venduti da loro, con i loro formati e le loro decisioni commerciali di esclusività. Perché diciamolo: Apple non è una onlus (e nemmeno le case editrici), è una azienda nata per fare profitto come tutte le altre. Non è una nostra amica e non ha a cuore il nostro futuro, rido quando mi propongono lo sconto da studente per 10 euro su un macbook che ne costa 1000.

La piattaforma potrebbe essere uno specchietto per le allodole rivolto alle case editrici. Un po’ come l’uscita del primo ipad; sembrava il dispositivo definitivo alla crisi di giornali e riviste. Una piattaforma che fa da ponte tra il nuovo e il loro vecchio modello di business. Ma le cose sono andate diversamente, i problemi finanziari rimangono e l’ipad rimane una sorta di nicchia.

Io ho anche a che far con libri stampati decenni fa, realizzati con le macchine a caratteri mobili. Sono presenti addirittura i listati basic per disegnare i grafici al calcolatore elettronico, come farà a sopravvivere così a lungo un testo nell’ecosistema ibooks?

Se compro una copia stampata, questa rimane a me, posso tenerla nel mio scaffale per decenni e con qualche accorgimento si mantiene benissimo. Un ebook si mantiene anche meglio visto che non è soggetto a degrado, basta fare le copie ogni tanto, distribuirlo nella rete perché si mantenga.

Se per qualche motivo un testo non è più in vendita, una copia potrebbe essere in una biblioteca a disposizione di tutti. Se è un libro molto richiesto puoi trovarlo in copisteria, e praticamente hai risolto il problema della reperibilità.

Con ibooks non è detto che hai la stessa flessibilità, hai un file dentro un dispositivo chiuso dove l’utente finale non deve mettere mano. Pensando a lunghissimo termine, per ovviare all’obsolescenza tecnologia del tuo dispositivo devi comprare modelli nuovi. In questi modelli devi sperare che il software per l’ebook sia sempre supportato, che il tuo testo comprato 10 anni fa sia sempre disponibile sul tuo account pronto ad essere scaricato sui nuovi apparecchi.

L’alternativa è lasciare invecchiare i dispositivi, cercare ripararli quando si rompono ed essere sempre dipendenti, vincolati dalla tecnologia su cui il tuo ebook è nato. Invece utilizzando formati e sistemi aperti, non si è più vincolati dalla piattaforma del fornitore. Puoi cambiare formato e metterlo dove ti pare, masterizzarlo e archiviarlo. Potresti anche condividerlo su internet e farlo scaricare gratis, che in sostanza è la stessa cosa che andare a comprare il libro fotocopiato. In quel caso paghi la carta e il toner per la stampa, mentre per il download paghi la banda e il supporto su cui registri i file.

Fino a quando la pirateria e il mercato di seconda mano offriranno una alternativa migliore non c’è ragione di prendere un libro su itunes. In oltre la carta stampata offre più vantaggi che qualche centinaio di mb fruibile da una tavoletta che costa 400 euro.