Problemi dei testi didattici

Nei corsi girano per anni, nelle mani degli studenti, testi semplicemente scritti male, che non riportano le soluzioni agli esercizi oppure hanno risultati errati o fuori posto…I professori leggono i libri che consigliano agli alunni? Non hanno dubbi quando vengono sapere che le soluzioni agli esercizi sono errati? Non dubitano sulla qualità del testo? Che problemi hanno questi testi?

Prima di tutto sono scritti malissimo, e non è la mia limitata capacità mentale a causarmi disagi ma il testo redatto malissimo. Quando ho il testo di fronte la prima cosa che cerco di fare è spezzettare i vari paragrafi, usare le sottolineature per evidenziare i concetti più importanti, dividere ed aggiungere titoli secondari al testo. Tutto questo lavoro, questo metodo di affrontare il testo, è atto a catalizzare e organizzare quella massa informa (ed apparentemente senza fine) di caratteri che mi si presenta di fronte. Più il testo è complesso ed articolato, più è richiesto il mio lavoro di intervento. Il migliori testi sono quelli che richiedono al minimo il mio intervento.

Ovviamente queste sono considerazioni soggettive, è un proprio metodo i studio. Un testo lo posso capire bene io ma il mio compagno non riesce ad andare oltre il primo paragrafo.

Ma qui inizia il mio delirio, considerazioni personali sul mondo dell’editoria scolastica ed universitaria.

Ho a che fare con testi in cui ti rendi conto che l’autore cambia argomento leggendo i paragrafi e non scontrandoti con titoli secondari. Ho visto esercizi e risoluzioni a fine capitolo che sono un puro esercizio di stile degli autori per fare bella figura col collega co-autore. Che non spiegano niente del procedimento, stampano le formule che hanno utilizzato e ti ritrovi ad intuire come hanno fatto. Spesso non ti danno nemmeno le formule, solo i risultati…Risultati che spesso non combaciano anche se hai usato le stesse formule che ti si sono presentate nelle soluzioni. A questo punto nel mio cuore di fa spazio un sentimento di frustrazione e di odio verso gli autori…

Scrivere non è facile, e sopratutto non è alla portata di tutti. Io non sono per niente bravo, andate a vedere il sito RCP64, sicuramente troverete parecchi errori anche gravi. La mia però non è una scrittura professionale, è amatoriale redatta nel tempo libero (si la considero come una attenuante). Chi scrive libri di testo per l’istruzione deve avere sapere come si scrive, non basta il 9 in italiano ottenuto ai tempi delle superiori, ci vuole organizzazione e perseveranza. Scrivere può essere un arte ma il testo atto ad insegnare deve rispondere a precise regole ed esigenze e non può essere creativo, ci sono interi libri dedicati ai metodi di scrittura. Perché non informarsi?

Ad ogni modo il mio astio non va tutto sprecato verso gli autori, che alla fine possono mettercela tutta a fare un buon lavoro, ma verso gli editori. Gli editori che scelgono i testi hanno (o dovrebbero avere) al loro interno figure professionali capaci di valutare la bontà di un libro. Gente pagata per fare le pulci ad un testo (anche se non conoscono l’argomento trattato) che durante la revisione preliminare dovrebbe dire all’autore “questa frase è troppo lunga” oppure “qui è meglio suddividere”…

Il lavoro dell’editore è prendere quanto scritto dall’autore e dargli una ripulita, una limata per dargli una aspetto professionale ed una lettura agevole. Bisogna curare anche la presentazione dell’opera, usare i font giusti, metriche e formattazioni consistenti, in somma; una giusta tipografia che ci aiuti e leggere il testo. Questa non è una cazzata!

Quello che vedo invece nello zaino sono libri che sono costati un casino di soldi, scritti male e poco agevoli nella lettura, con esercizi che non stanno in cielo ne in terra…

Capita che il professore di turno si metta a scrivere i testi che userà nei suoi corsi. A prima vista potrebbe sembrare che non c’è nulla di male, il libro sarà coerente con le lezioni e si può sempre chiedere al professore le spiegazioni dei paragrafi più complessi sapendo di ricevere la migliore spiegazione.

Qui sorgono altri tipi di problemi, il primo tra tutti che il professore nel 90% dei casi non vuole fotocopie dei testi, vuole quello originale, comprato in libreria. Questa copia stampata nella qualità più infima ha sempre un prezzo di copertina improponibile, se non ti presenti agli esami con la tua bella copia nuova (che non sia di seconda mano!) non puoi passare l’esame, una sorta di dazio per continuare gli studi…

Una cosa molto simile mi è capitata anche con le dispense, la professoressa di turno ogni anno cambiava (a suo dire) le dispense da studiare. Quindi ti si presenta uno scenario in cui devi presentarti in copisteria ogni settimana e comprare dei fascicoli, come se devi fare una raccolta in edicola. Non mi lamento che devo pagare le dispense, dopotutto non sono care (anche se comprate tutte insieme ostano quanto un libro fresco di stampa). Mi lamento che le fotocopie sono fatte malissimo e certe pagine sono addirittura illeggibili, io che pago mi devo accontentare di copie orrende e senza possibilità di scelta…

Io voglio studiare dopotutto, ma penso anche di avere diritto ad accedere a dei buoni testi. I professori che possono riceve la copia gratuita di qualsiasi libro, potrebbero perdere un po’ di tempo a selezionare i libro più adatto allo studente…

Il mio delirio si sta per esaurire lentamente sto tornando quello di prima…alla prossima.