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Questo è il mio raccoglitore di guide e tutorial su tutto quello che riguarda lo sviluppo web. È iniziato tutto con una breve trattazione sul PHP e col tempo ha queste dimensioni che vedete per via dei nuovi articoli che aggiungevo.

Il mio raccoglitore

Ricordo che passavo il tempo al computer nel rastrellare la rete, ricopiare i testi più interessanti su un word processor, aggiungere il numero di pagine e fare una sorta di indice. Ho raccolto i tutorial in varie categorie e piazzato le linguette che potete vedere nella foto. Quella risma di carta si potrebbe adesso benissimo sostituire con alcuni libri specifici...

I tutorial sono immediati, soddisfano la sete di sapere con un rapida ricerca su internet. Può trovare materiale recentissimo, a costo zero e pronto alla lettura su schermo. Sei subito dopo pronto per esercitare e provare le tue conoscenze, imparare attraverso questa tecnica del trial-and-error che ti fa risparmiare tempo e denaro. Quindi sembra lecito domandarsi; perché comprare libri? non sono quasi sempre già vecchi alla stampa e molto costosi?

L'apprendimento tramite trial-and-error

Ho fatto fatica a padroneggiare cose semplici, leggevo e rileggevo i tutorial. Non ero stupido, le mie difficoltà erano legate al fatto di non avere delle buone basi. Durante le mie sessioni di programmazione chiedevo in chat cosa non andava nel mio codice, cercavo su google le stringhe di errore che ricevevo e rastrellavo php.net alla ricerca di soluzioni. Spesso durante la lettura di nuovi tutorial scoprivo caratteristiche del linguaggio a me ignote. Posso dire che è stato un apprendimento a suon di errori e richieste di aiuto.

Tutto questo dover navigare e chiedere consigli non è stato necessario quando ho studiato il C e dopo il C++ dai libri di testo. Quindi mi chiedo, perché non ho avuto gli stessi problemi di apprendimento incontrati con i tutorial?

Penso che la risposta risieda nel fatto che un libro offre un percorso formativo che ti aiuta a capire bene l'argomento, solitamente è scritto da un autore che non si improvvisa mentore, gli argomenti (si spera) sono connessi tra di loro ed affrontati in maniera più o meno completa.

Tengo in considerazione che il C e il C++ sono linguaggi standardizzati e consolidati, il PHP (come i CSS e l'HTML) sono in continua evoluzione per soddisfare le esigenze del mondo. Molto probabilmente un libro di C comprato nel 1985 è completo nei contenuti come un altro uscito uscito nel 2000. Questo non è applicabile con qualsiasi libro di PHP, perché appunto è un linguaggio che cambia rapidamente nel tempo.

La formazione di un libro

Prendere un libro che può sembrare già vecchio appena comprato non la trovo una idea maligna. Se si deve affrontare un argomento completamente nuovo, considero il libro come la scelta migliore per imparare. Offrono un percorso di apprendimento che l'approccio trial-and-error non può offrire. La presenza di esercizi a fine capitolo, appendici ed una scrittura coerente sono elementi importanti per l'apprendimento. A fine percorso vi ritroverete (si spera) capaci di comprendere bene la materia, qualità che si rivela utile nel tempo e che ti fa risparmiare frustrazioni davanti al codice che sembra non voler funzionare.

Il costo dei libri non è indifferente (sopratutto per uno studente come me), ci sono alcuni che hanno un prezzo spropositato. L'edizione in formato ebook costa qualche cosa in meno ma non aiuta a risparmiare a chi, come me, deve poi stampare tutto. Fortunatamente ci sono autori con una certa competenza che scrivono opere per poi rilasciarli gratuitamente su internet. Personalmente ho studiato C e CPP da TrickyC e Thinking in CPP e ringrazio gli autori che mi hanno permesso di apprendere questi linguaggi a costi così irrisori.

Dopo aver finito quei libri, quando mi trovavo in difficoltà li consultavo sapendo cosa andare a cercare. Avere la consapevolezza di dove sbagliare è una qualità importante, anche in occasioni dove non avete il libro sottomano sapete esattamente cosa cercare su internet o chiedere in chat. Non incollate il codice su nopaste per poi passarlo in chat aspettando che qualche anima pia vi dica la soluzione...

La longevità di un libro dopotutto non è così breve, standard e linguaggi si basano su quello che loro stessi sono stati in passato. Conoscerli bene significa dover faticare meno per comprendere i cambiamenti che sono stati apportati. I libri consentono di formare delle solide basi utili agli apprendimenti futuri.

L'approccio del trial-and-error non consente questo, per la loro natura telegrafica e certe volte superficiale. Con questo non intendo essere generalista e denigrare ogni tutorial scritto, capita anche che interi siti o blog vengano impaginati e stampati per la creazione di un libro. Esistono degli ottimi redattori che scrivono articoli di tutto rispetto, è il metodo con cui si vuole apprendere che trovo errato.

La lettura di articoli, anche se di ottima qualità, la trovo buona per una piccola infarinatura, assaggiare l'argomento e magari per prendere poi un libro. Altre volte è utile per approfondire ed ampliare il proprio bagaglio di conoscenze, per aggiornarsi sugli sviluppi del tema trattato, non per basare una intera formazione.

I libri non sono tutti perfetti, ci sono edizioni da 100 pagine che pretendono di insegnare argomenti complessi o che sono scritti male. Il punto della questione non è sentenziare la vittoria dei libri rispetto ai tutorial, ma far capire che è necessario un buon percorso di apprendimento, contestualizzare l'utilizzo dei diversi tipi di testo per non metterli sullo stesso piano.

La valutazione di un libro

Visto che la scelta di un libro comporta che ci sia dopo una spesa da affrontare è doveroso sceglierlo bene. Molte case editrici offrono il download di alcuni capitoli di esempio e dell'indice (cosa che trovo inutile alla fine della valutazione), potete così leggere le informazioni messe in vetrina dall'editore. Il materiale messo così a disposizione spesso è la cosa meglio scritta di tutto il libro, per evitare di farsi condizionare sarebbe meglio chiedere in prestito il libro in questione da una biblioteca o da un amico.

Questi non sono gli unici mezzi a disposizione di chi si trova nella situazione di dover scegliere; si può chiedere consiglio sui forum, newsgroup, o andare a leggere le opinioni su siti anobii e booshelf. Potete addirittura sfogliare la copia su google books o amazon. Gli strumenti per aiutare nella decisione ci sono tutti senza dover comprare il libro ad occhi chiusi.

In english please

Sapere l'inglese, e saperlo bene, è necessario per poter accedere alle migliori risorse. Potete attingere ad informazioni scritte dagli stessi autori delle tecnologie che volete apprendere. Non aspettare la traduzione di un libro, prenderlo in lingua madre e cominciate a leggerlo. Questo giova al vostro inglese e vi ripara da errori di traduzione.

Conclusioni

Ho avuto modo di imparare attraverso due metodi distinti, libri e tutorial. Sono due tipi di testi che offrono una formazione differente, è sbagliato mettere questa offerta formativa sullo stesso piano. Il prezzo di questo errore lo si ripaga con frustrazioni e perdite di tempo per stupidate. Sapere bene la materia è importante per lavorare bene e questa preparazione può dartela il libro.

L'articolo ben scritto è utile come punto di partenza o infarinatura, per aggiornamenti ed approfondimenti specifici. Per il resto è fondamentale affidarsi ad un buon libro per formare delle solide basi. Spero sempre di avere il tempo necessario per poter studiare bene un libro e non dover fare tutto di corsa, perché in fondo, capisco chi studia articoli perché non può dedicarsi ai libri...

A due passi da casa mia è aperto un nuovo centro di assistenza per la vendita e riparazione di computer. Penso che sia destinato ad arrancare faticosamente oppure nel peggiore dei casi a fallire come quelli che hanno aperto nella mia zona ed in quella vicino la scuola che frequentavo. Non gli auguro tali disgrazie ma andando in giro per la città con mio cugino che fa questo lavoro di assistenza e frequentando l'ambiente ho maturato delle mie idee che adesso cercherò di illustrare.

Quando ci si cimenta in questo genere di lavoro, l'assistenza dei computer, solitamente si inizia col formattare il computer degli amici, fare qualche scansione col programmino trovato su PC Magazine. Spesso non si ci rende conto si avere per le mani una certa responsabilità, chi ci commissiona il lavoro solitamente del computer non ha idea di come funzioni e sopratutto non sa come lo ha riempito.

Il cliente

Procedure come la formattazione richiedono tantissimo tempo per ricercare e travasare i dati del cliente, e molto spesso il tecnico non viene informato su tutto quello che c'è da conservare. Il cliente è ignorante sulle questioni tecniche del computer, molti di essi pensano che il computer sia il monitor (non ridete, è davvero così).

Li posso biasimare? Su questa cosa c'è chi pensa che il sia necessario avere un minimo di conoscenza del computer e chi crede che la macchina deve essere utilizzabile da tutti senza dover conoscere come funzioni nello specifico.

Personalmente penso che sia necessario conoscere almeno le basi degli strumenti con cui si deve a che fare tutti i giorni. Non pretendo che bisogna conoscere come è fatto un computer nelle sue parti ma cose banali; sapere cosa è un file, le cartelle, sapere che puoi creare cartelle sul desktop e che puoi spostare le icone. Sfortunatamente non è così.

Il mio modo di pensare l'assistenza

Tornando al negozietto, cosa c'è non va? Facciamo un esempio: tu cliente vedi che c'è qualcosa che non funziona nel computer, telefoni o vai in sede e dopo porti la macchina da loro. Il tecnico vede, possibilmente ripara e consegna la macchina.

Il problema è proprio questo, il cliente si rende conto di avere un problema nella sua abitazione/ufficio, con le sue configurazioni di rete, stampanti e quanto altro. Se il computer non stampa più nulla, è inutile che il cliente ti porta il macchinario (ammesso che riesca a scollegare tutto) perché la problematica nasce in un ambiente di produzione. Se non gli si collega più ad internet la prima cosa sensata è andare a casa sua a vedere il problema, anche un problema banale come quello della stampante richiede un intervento in loco.

La cosa non è poi così scontata come sembra, la gente viene al negozietto dicendo "ho un virus nel computer", "non si collega ad internet" oppure "me lo formatta?". È questo approccio che trovo sbagliato. Portandoti il computer in sede spesso non puoi vedere le reali problematiche che si sono presentate al cliente. La cosa migliore è stare con lui nel suo ambiente di lavoro e vedere cosa c'è che non va o cosa il cliente pensa che debba essere riparato.

Questo non vale solo per i problemi alle periferiche, anche quelli relativi al computer stesso. Se la macchina non si accende è necessario indagare un minimo sulle condizioni in cui riversa quel computer. Spesso capita che il guasto è causato dalla linea elettrica, da una ciabatta; cose che al laboratorio ti viene difficile da diagnosticare. Ho visto certi scenari agghiaccianti di speaker che facevano rumore quando si accendeva la luce della stanza, oppure di prese di corrente che emettevano uno strano ronzio.

Per me il tecnico ideale è una persona che si muove per la città a controllare i macchinari e cercando di risolvere il più possibile la cosa in loco. Se la situazione lo richiede portasi il computer in casi limite, come la formattazione oppure i problemi hardware. Ma cose come la scansione antivirus, il controllo della stampante, l'installazione del software del cellulare, sono cose che vanno fatte dal cliente.

Il contatto col cliente

Lavorando in questo modo si ci trova spesso ad andare dal cliente in orari serali, quasi notturni, perché molto spesso il cliente lavora tutta la giornata e non ha il tempo ma sopratutto la voglia di portare il macchinario dal tecnico. Per lui è molto meglio pagarti un po' di più ma farti venire a casa.

Lavorando in questo modo, senza una sede fissa sei reperibile solo tramite cellulare, al massimo puoi avere un posto dove tenere i computer e dedicarti alla loro cura se non lavori a casa. In questo caso il passaparola tra i clienti diventa fondamentale, quindi devi farti un piccolo gruppo i persone che si fidano di te, in modo che spargono la voce.

Per lasciare contenti i clienti devi anche fargli capire che ci sei anche dopo che hai risolto il problema. Al momento della consegna, gli monti il macchinario se era stato prelevato, ed illustra bene che cosa hai fatto e non prenderli in giro. Anche se poi alla fine del discorso non capiscono niente e ti dicono con la testa sempre si infonderai in loro un senso di fiducia e tu avrai la coscienza pulita.

Probabilmente il cliente si rifarà sentire dopo qualche giorno o settimana perché è ricaduto nei stessi problemi di prima, ed allora tu che sei tecnico e vuoi fidelizzarti il cliente, non fargli pagare lo stesso lavoro due volte.

Quando formatti un computer, utilizza dei programmai come norton ghost, compri la licenza e con 50 euro non devi riaffrontare ogni l'iter della formattazione con installazione driver e software con lo stesso computer. In questo modo puoi chiedere un prezzo minore al cliente.

Le problematiche annesse

Lavorando così a contatto con i clienti sorgono alcune problematiche; uno su tutti è come si rapportano i clienti con te. Andando spesso a casa ti vengono offerte delle bevande e può capitare che ti in trattieni a parlare con loro. Con il tempo devi sviluppare un certo comportamento professionale in modo da non essere troppo in confidenza, cosa che può influenzare negativamente il rapporto con il cliente. Le conversazioni devono essere limitate al computer ed al lavoro che si sta svolgendo, non agli affari di famiglia e personali.

Concludendo

Morale della favola; il centro di assistenza tradizionale non offre il contatto e l'approccio ai problemi così direttamente come fa il tecnico che va in giro dai clienti. Per queste ragioni penso che bisogna cambiare il modo di fare assistenza, di offrire questo servizio in maniera più vicina al cliente.

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  • Infrid: ok :D read more
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  • Infrid: pagine da ricopiare rigorosamente a mano :D a me che read more
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  • Infrid: corretto, grazie della dritta e per il complimento :D read more
  • noa: Ottavo capoverso, prima riga: correggi :D Per il resto... ottimo read more
  • Fabio: Imparare un linguaggio è facile. Imparare a scrivere bene un read more
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