Free software was always about users' freedom

Recently Centos Linux announced to move all the efforts from rebuilding RHEL to Centos Stream, a new distribution aimed to be a bit ahead of RHEL. The web imploded with comments from unhappy people and even few of them considered to move to Oracle Linux, the other main REHL rebuild until last week. I had an interesting chat with few friends about the new move, since most of the RHEL is released under a free software licence, I believed was only a matter of time when a new group o people will consider to start another project with the same aim as the old Centos.

That happened pretty quickly, and now Rocky Linux has been announced, also Cloud Linux made their move. In spite of that, you can read many passionate comments on how IBM and RedHat betrayed the community and how many people will empty their tissue boxes because of that. Yes the move was unexpected and it will afflict especially people running Centos 8 that relied on the 10 years support (paid by RedHat's customers).

Also can sound sad and make you angry but since free software was all about users' freedom is was possible to move to another project. Nobody was betrayed, nobody was stabbed by this move, since maintaining a Linux distribution like that is expensive and we like nice things, RedHat has the freedom to spend money on what they think is best for the company. We could question the motives when they bought Centos, but we are not here for speculating. By the way, there are lots of other distribution out there, some of them are really good too or they can be good like RedHat if they grow.

Other projects had some controversial decisions, Open Office, Next Cloud and the cases are countless. When the license is respecting the four pillars of free software, the user will be free to migrate to a better alternative to remaining with the old one.

By the way, GitHub has rolled out the dark theme, this will be the next topic for the coming days. Because you know, it's cool until the next hyped technology.

Easy peasy lemon squeezy documentation sleazy

You might pretend to be insensible to adverts on websites, to turn off your brain when you see a box with an invitation to buy something. But like other humans, you can absorb messages and promotions by simply being exposed to them. You can read biased opinions online or posts written by poorly informed people and accept as true those words.

When you read about some technology new to you the official website is usually the primary source of information, the community might look nice and helpful and you soon will start to have an idea about the project.

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Book review: Category Theory for Programmers

This is a case where the title is honest and almost summarise the content of the book. Category theory is a particular branch of mathematics that you might have used extensively every day without knowing its existence. If you are pretty good in SQL and databases, you already digested the set theory. Likewise, category theory can be applied in many parts of programming and computer science.

Functional programming is one of those and after you conquered the imperative and object-oriented paradigm, you might want to access to this new world.

It's better to have some good fundamentals and this book is all about teaching you category theory using Haskell, pretty illustrations and a very dirigible maths notation. Sometimes concepts are explained with code first and then formalised.

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Back again

Truu

Well, I haven't published any new post in a while but I didn't stop learning and reading books. I usually bother my friends in chat by posting links to articles I find interesting, then we chat for few minutes about that specific topic and I miss an opportunity to write what could be a nice blog entry. I won't promise I am going to write every week, but I am sure I will comment articles I find on the internet or even review books.

The blog has been updated to Nikola 8 with a fancy new theme and gorgeous fonts, I still prefer this platform because is very well maintained and have all the feature I might need to post my content.

There are no cookies to accept or even an analytic system to check daily visits. This is a plain, in some kind old style, website. Feel free to send me an email, my cats can't wait.

Un pupetto!

Backup semplici e automatici di spazi ftp con python e wget

In questi giorni ho avuto il compito di creare un piccolo sistema di backup per una serie di siti web caricati su server senza servizio di backup e con il solo accesso ftp per i file. Naturalmente non potevo risolvere eseguendo la copia a mano di ogni singolo sito, è qualcosa che porta via molto tempo ed è noioso, quindi ho realizzato un piccolo script Python che si appoggia a wget per automatizzare il tutto.

Visto che parliamo di backup semplici, non sono coinvolti programmi per registrare le differenze ai file o cose simili. Mi limito solamente a creare una directory per ogni dominio e riversare il contenuto del sito in un file compresso opportunamente nominato secondo la data corrente. Ovviamente non è un approccio molto efficiente ma svolge bene il suo lavoro.

Giusto per non farmi mancare nulla, a fine processo, spedisco una mail con i log per essere informato riguardo eventuali errori.

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Diffida da chi utilizza il "blocco note" per programmare

Ricordo quando ero piccino e mi confrontavo con gente che ritenevo più esperta di me (gente che lavorava, non coetanei), a volte sentivo l'espressione uso il blocco note per programmare. Nel sentire quelle parole, avendo in mente le limitazioni del programma, pensavo "è un grande!" perché dopotutto riusciva a cavarsela con strumenti inzuficienti (cit).

Col tempo mi resi conto che no, non si poteva lavorare davvero con una cosa simile, è davvero troppo limitato quel programma. È quasi un insulto ai 35 anni di carriera di emacs e vi, senza parlare di tutte le soluzioni come eclipse e $tuo_editor_preferito.

Leggendo il codice al monitor devi avere qualche tipo di sintassi evidenziata. Devi perché è più facile orientarsi e gettare lo sguardo dove serve, con una lunga riga di testo nero magari perdi anche qualche diottria.

Lavorando con i codici sorgente hai inoltre bisogno di aprire più file contemporaneamente, cosa fai col blocco note? Ti riempi la taskbar di sessioni notepad.exe?

Come ti comporti se devi lavorare con file di grandi dimensioni? Apri Microsoft Word perché blocco note va in crash? Anche se riesci ad aprirlo, come navighi nel testo? Ricordiamo che parliamo di una schermata fitta senza sintassi evidenziata, dove se muovi la scrollbar di un pixel passi avanti di 30 schermate...

Con un editor vero hai delle scorciatoie da tastiera per muoverti avanti e indietro in modo granulare; per riga, parola o paragrafo. Se durante la navigazione trovi un carattere strano non fai altro che selezionare la codifica file corretta, non devi accontentarti.

Preferisco l'ingenuità del ragazzo che installa 4GB di visual studio per fare i compitini, e poi non sa dove mettere mano nei menu, piuttosto dello sborone che va in giro a millantare la sua pseudo-professionalità attraverso l'uso del blocco note.

Non spariamo cazzate, col blocco note non puoi fare nulla che non sia leggere un readme e modificare qualche file di configurazione. Magari alla fine della fiera non lo usi nemmeno il blocco note, è solo che vuoi stupire gli altri. Ma puoi fregare solo quello che è alle prime armi, il professionista ti manda a quel paese.

Diffidate da colui che dice e sopratutto si vanta di usare il blocco note, costui è un incompetente.

La mia sui libri di testo in ibooks

Non mi interesso dei prodotti Apple, ma devo dire la mia su ibooks e della possibilità di comprare anche libri di testo al prezzo massimo di 15$. A quella cifra non ti danno solo qualche versione del PDF del testo, l'idea è quello di arricchire il libro con animazioni, video e quiz interattivi. Questo unito al prezzo molto basso per un libro della categoria rende tutto molto appetibile in apparenza, ma vediamo i pro e i contro per uno studente medio.

Prima barriera: devi avere un ipad. Un ipad costa soldi, tanti soldi anche se di seconda mano. Solitamente per quella cifra uno studente prende un computer portatile più che decente, e non stiamo ad elencarne i vantaggi sopra un tablet.

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Appunti sullo scanrip

All’università circolano molte fotocopie tra libri e appunti, c’è molto materiale che viene fotocopiato diverse volte. Non è insolito avere a che fare con fotocopie poco leggibili, anche in grandi volumi, su cui bisogna spendere molte ore di studio.

Come se non bastasse, in facoltà abbiamo una copisteria privata che si occupa di raccogliere tutte le dispense dei professori per poi vendere le copie agli studenti. Invece di affidare a terzi questo volume di materiale, si potrebbe creare una sezione sul sito web dell’università dedicata al download di tale materiale. Invece sei costretto a mobilitarti, recarti in facoltà, prendere il turno per prenotare le fotocopie e attendere che le stampino. In realtà c’è una sorta di sezione download per i corsi, ma quasi nessun professore la utilizza, ma questa è un’altra storia.

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Model M e Trackball, l'accoppiata vincente

Quando i miei polsi iniziarono a far male, realizzai che era il momento di rivisitare la mia postura e di controllare l’accoppiata mouse/tastiera. Dopo essermi documentato sulla posizione della sedia e delle braccia davanti al computer, mi sono ritrovato su una pagina che spiegava i difetti del mouse come periferica. Tra questi spiccava lo sforzo e la coordinazione richiesti per il movimento del cursore, è necessario l’uso di gran parte dei tendini del braccio e questo unito alla cattiva postura ed un uso intensivo porta a dolori.

Trovato un capo d’accusa al mio mouse provvedo a documentarmi sulle alternative, scoprendo la varietà di questo settore. Esistono periferiche di ogni tipo e per ogni compito: manopole adatte a chi lavora nel campo 3D, penne per chi disegna, touchpad, stick stravaganti ed infine trackball. Vidi che queste ultime potevano fare al caso mio.

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Familiarità con EMACS

Più volte ho avviato EMACS senza volerlo in passato, a causa della associazione di alcuni file di testo nella mia Linux Box. Si presentava con la sua interfaccia cupa e poco amichevole, niente a che vedere con le normali grafiche dei più comuni text editor. Questo programma è nato negli anni 70, mentre alla radio davano i primi successi dei Queen e i computer erano costosissime macchinette per pochi eletti.

EMACS è diviso in due parti, il cuore scritto in C e l'interprete in linguaggio LIPS. In LIPS è costruito tutto il resto del programma, questa è la chiave della sua versatilità. È completamente votato alla completa personalizzazione in ogni suo aspetto; tutto è in funzione di comandi attivabili con la tastiera, ma non tramite shortcut a cui possiamo essere abituati, come CTRL+S, EMACS ha una sua dialettica e un suo modo di impartire ordini. Per salvare un file dovete, ad esempio, premte CTRL+X e dopo CTRL+S. Vi pare inutilmente complicato? Può darsi, ma dopo ci si fa abitudine e potreste anche personalizzare quel comando.

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